Il Distacco

Il Distacco

Il 4 dicembre del 1953, il ministro provinciale padre Teofilo dal Pozzo dispose il trasferimento di fr. Daniele al convento di Vico del Gargano. Fece notificare l’obbedienza all’interessato dal padre Teodoro, che ne consegnò una copia anche al superiore. Fr. Daniele prese la lettera, la mise nella pettorina e andò subito in Coro. Occupò il posto di Padre Pio e, davanti a Gesù Sacramentato, pianse amaramente.
Poco dopo giunse il venerato Padre:
– Che è successo?
– Padre, mi ha scritto il Provinciale…
– E che ti scrive?
– Non ho la forza di aprirla… leggetela voi. Padre Pio aprì la missiva, la lesse, poi, restituendola a fr. Daniele aggiunse:
-Di’ con me: fiat!
– Padre, non ho la forza.
Il Padre rivolse uno sguardo al quadro della Madonna e poi ripetè:
-Di’ con me: fiat!
E fr. Daniele: – Padre, non ce la faccio; vorrei piuttosto morire, ma non allontanarmi da voi.
Allora Padre Pio, con infinita dolcezza, prese tra le sue le mani di fr. Daniele e, insieme pronunciarono la parola fiat. Quindi aggiunse:
– Figlio mio, gli uomini si possono separare col corpo, ma non con l’anima. Davanti a Dio non esiste la distanza: dove vai tu vengo anche io.
A sera, dopo la funzione vespertina, fr. Daniele accompagnò Padre Pio al primo piano del convento. Si fermarono per un breve saluto nella cella di padre Agostino da San Marco in Lamis. Questi, dopo aver notato sul volto di fr. Daniele i segni di una mal celata sofferenza, disse:
– Che, ti senti male?
– Padre, ho avuto l’obbedienza.
Proseguì Padre Pio:
– Ha avuto l’obbedienza per andare a Vico. Ma questi non sanno che lui tanto vive perché è attaccato con l’ossigeno a me… E come lavoro, fa il lavoro di dieci persone?
Padre Agostino, rivolto verso fr. Daniele, commentò:
– Ci penserà Gesù. Tu ubbidisci e fallo con amore.
– Padre, – disse fr. Daniele – non ho alcun attaccamento nella vita: per me esiste solo Padre Pio, che mi tiene unito a Gesù e a Maria.
– To’… stai a vedere che sono finito… – intervenne il Padre – Se allungo un po’ la corda mi trovo a Vico vicino a te… Due passi e…
La sera successiva Padre Pio entrò nella cella di fr. Daniele e notò che il suo devoto figlio spirituale si stava asciugando una lacrima.
– Perché piangi? – gli chiese.
– Padre, se solo penso che devo partire… Vorrei piuttosto morire.
– Ma che mi hai preso per una madre snaturata che fa i figli e poi li abbandona? Io per te ho dovuto far stracciare il decreto già firmato.. (Padre Pio alludeva a quanto si era verificato a fr. Daniele dopo l’intervento chirurgico subìto a Roma). Sappi, e questo è per sempre, che dove vai tu, vengo anch’io. Quando mi vuoi, basta che tu mi chiami ed io sono vicino a te. Ricordi quando partisti dal convento di Foggia con una borsa in mano, per andarti ad operare d’ernia in quella clinica di Via Napoli? Mentre recitavi il Rosario, al terzo mistero, dicesti: “Padre Pio, venite in mio aiuto; fatelo per i miei genitori, perché già soffrono in quanto non hanno notizie di Antonio ed io non ho fatto sapere niente di tutto questo”. E l’ernia sparì.
Fr. Daniele ebbe in quel momento la conferma che aspettava da anni. Si rincuorò e promise di accettare la volontà di Dio.
E il 18 dicembre 1953 partì alla volta di Vico del Gargano.
Portò con sé una ciocca di capelli del venerato Padre che, insieme ad alcune escare cadute dalle sue stimmate e da lui devotamente raccolte, applicò sopra una sua foto dalla quale mai più si separò.


(tratto da: “fr. Daniele Natale – una delle più belle figure di frate cappuccino” di Gennaro Preziuso)

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